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Il Tema della Salvaguardia

La salvaguardia dei beni immateriali
L’Associazione Tenores ha tra gli scopi statutari quello della tutela e della salvaguardia del canto a tenore quale espressione tipica della cultura sarda e in particolare del pastoralismo del centro Sardegna.
Ma i termini tutela, valorizzazione e salvaguardia sono molto vaghi e spesso di essi si abusa oltre modo.
Particolarmente delicata è la loro applicazione sui beni culturali immateriali, beni intangibili che risiedono nella mente dei singoli individui, che sono costituiti da saperi e memorie, da concezioni e forme di ragionamento, da valori culturali, da gusti estetici; beni che sono fatti di relazioni sociali e linguaggi, di simboli e di segni.
Beni mutevoli, che cambiano con le persone, radicati ma sempre rinnovati, concreti e di cui si ha talvolta consapevolezza profonda ma che spesso invece ci appaiono sfuggenti.
Simili ai sentimenti, forti (ché hanno resistito adattandosi alle asperità dei cambiamenti) e sensibili ad ogni innovazione: fragili.
Hanno vissuto nel silenzio (pesados in su mudìmine), silenzio delle istituzioni e dei mass media, hanno in buona parte resistito alla folklorizzazione banalizzante e imperante, non crediamo che possa far loro bene il troppo chiasso, l’eccessiva esposizione.

1.1 Attività
A noi cantori spetta la vigilanza, sulle azioni esterne e ancor più sui comportamenti interni.
Il canto a tenore si aspetta da noi il massimo rispetto, niente avventatezze ed eccessi, garbo e rispetto devono essere le parole chiave della nostra azione.
Perché comunque bisogna agire, indicare delle strade, correggere qualche volta, avere il coraggio di essere protagonisti e non subire sempre il fare e strafare degli altri.
Quattro aspetti di fondo devono essere tenuti in debito conto nel nostro agire: conoscere, conservare, comunicare, promuovere.
1.2 Conoscere
Non crediamo che si possa promuovere alcunché senza la necessaria conoscenza, la comprensione, l’indispensabile competenza.
Da qui l’esigenza di incentivare gli studi sul canto a tenore e sulla cultura del canto a tenore, sulla cultura sarda di cui esso è una delle espressioni di maggior rilievo: organizzare convegni ed incontri su questi temi deve entrare a far parte del nostro programma di attività.
Crediamo sia di fondamentale importanza il consolidamento dei rapporti con le Università e i Conservatori di musica nonché con gli Enti che si occupano di beni culturali, come ad esempio l’ISRE.
1.3 Conservare
Conservare poi… Per il nostro canto (bene immateriale) non si tratta di realizzare musei e discoteche: facciamoli anche quelli, ma ricordiamoci che si tratta dei cimiteri del canto che fu. Per il canto vivo, che vibra nelle nostre corde vocali, che raschia le nostre gole di Bassos e Contras, ci vuole ben altro, e noi, solo noi, lo sappiamo: ci vuole spazio, tempo per il canto, l’ambiente giusto, gli amici giusti, uscire dall’assordante frastuono che ci circonda, cantare. Occorre incontrarsi tra generazioni diverse di cantori, non lasciare ai giovani (oggi come non mai appassionati del canto a tenore e del suo fortissimo impatto sonoro identitario) solo le nostre registrazioni: il fermo immagine di un qualcosa che invece è dinamico, in continuo movimento.
Conservare quindi, ma non nel senso della conservazione di forme di canto statiche, cristallizzate, da ripetere come “il canto vero”; conservare piuttosto la cultura profonda del cantare a tenore, quei saperi e quella consapevolezza che non teme le interpretazioni e il cambiamento.
Conservare la quantità e la qualità che governano, filtrano e determinano il cambiamento, che può così continuare ad essere sinonimo di vitalità.
Conservare il gusto del canto. Conservare la diversità, la specificità dei repertori locali, il concetto del valore enorme che risiede nella diversità.
1.4 Comunicare
Comunicare, forse anche divulgare: è anche questo un discorso abbastanza difficile e complesso che pone una miriade di problemi. Cosa sia giusto fare non è facile a dirsi. Ma a noi pare che poco si racconti, pochissimo si sappia sul canto a tenore e sulla musica sarda in genere. Anzi si potrebbe pensare che vi sia piuttosto molta disinformazione e altrettanta banalizzazione. Una superficialità diffusa ha finito per creare una confusione incredibile e c’è un estremo bisogno di approfondimento, di informazione corretta, di comunicazione diretta. Al primo posto sta il rapporto con la scuola, dalla materna fino all’istruzione superiore.
Ma è altrettanto importante il ruolo dei mass media che tanto incidono sull’informazione e, purtroppo abbastanza spesso per quanto riguarda il canto a tenore, anche sulla disinformazione.
1.5 Promuovere
E infine è opportuno che si proceda anche a promuovere il canto a tenore, a promuovere i gruppi di canto, a promuovere la nostra Associazione.
Uno dei percorsi individuati è quello della realizzazione di laboratori di canto e di ascolto.
Alcuni gruppi hanno già sperimentato queste attività sia in Sardegna, in collaborazione con i conservatori di musica e l’università, ed anche all’estero, attraverso collaborazioni con università straniere ed altri Enti che operano nel settore della cultura e più specificatamente della musica.
Tra le iniziative di promozione e non solo, si inserisce anche la realizzazione del presente sito Internet dell’associazione (vedi nota relativa).